"Il futuro del mondo è nei giovani...". Ed anche il futuro che Paolo Cannavaro sogna con il suo Napoli. Suo perché è napoletano, suo perché la maglia azzurra ce l'ha attaccata addosso sin dalla nascita.
Siete arrivati ottavi, giocherete l'Intertoto, adesso dai un voto alla stagione...
"Io non do voti numerici, dico solo che il Napoli merita un giudizio alto. Quest'anno ho vissuto momenti bellissimi e se siamo arrivati sin qui significa che siamo forti. Le squadre di valore alla lunga vengono fuori...".
La tua annata come la giudichi?
"Sono soddisfatto. Non è stato sempre facile, ho commesso qualche piccolo errore come tutti. Ma gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori. Come dice un mio amico: i cavalli di razza si vedono all'arrivo".
E dove arriveranno i cavalli azzurri nella prossima stagione?
"Adesso è presto per dirlo. Ma il nostro obiettivo è crescere. Abbiamo tanti giovani di qualità e con gran voglia di stupire. Non ci fermeremo certo qui".
Hai parlato di 'stupire' il verbo adottato dal Napoli 2007/2008. Qual è stato il segreto del successo azzurro?
"La voglia di riscatto unita alla spensieratezza della giovane età. Qui sono arrivati molti giocatori di talento che si sono ambientati subito grazie ad una ossatura di gruppo già solida. E poi Napoli è magica. Riesce a far sentire speciale anche un giocatore normale".
Hai visto la finale Champions. Ti sei immedesimato?
"Sì, lo faccio sempre. Anzi ieri sera fin troppo perché sono rimasto malissimo per l'errore del rigore di Terry. E' il mio idolo. Spero un giorno di poter giocare anch'io a quei livelli col Napoli".
Beh, un campione d'Europa e del Mondo quest'anno l'hai fermato: Kakà. E' stata la tua più bella prestazione?
"Non lo so. Forse contro il Milan sono stato quasi perfetto. Ma io cerco sempre di dare il massimo contro qualsiasi avversario".
Paolo un arrivederci ed un desiderio...
"Io dico solo questo: il Manchester che è diventato campione d'Europa, quattro anni fa rifondò tutto puntando sui giovani. Non aggiungo altro...".
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