CarloTheMast Player

Visualizzazione post con etichetta La settimana azzurra napoli soccer calcio serie A campionato italiano 2007/2008 carloumast notizie sport ssc fc. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La settimana azzurra napoli soccer calcio serie A campionato italiano 2007/2008 carloumast notizie sport ssc fc. Mostra tutti i post

lunedì 12 maggio 2008

La settimana azzurra

Napoli, il Maggio dei Monumenti Anno I, numero 20
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La settimana azzurra
di Bruno Marra

"Era de Maggio". Esattamente il 10 Maggio 1987. Il Napoli vinceva il suo primo scudetto. Ventuno anni ed un giorno dopo torna il Maggio dei Monumenti a Fuorigrotta. Il Paradiso ha smesso di attendere. Le tre dita alzate al cielo, intinte nell'acqua santa per benedire l'ultima liturgia azzurra. Il Napoli si riprende l'anima del Diavolo nella Cattedrale del San Paolo. Gli azzurri riscrivono il sanscrito della gloria immortale e bevono il calice del Sacro Graal. Il Gotha del calcio si è fermato qui. Juventus, Inter, Milan, Fiorentina. Tutte giù per terra nello splendido girotondo napoletano. Non accadeva dai tempi d'oro. Da quando "Era de Maggio". Il Paradiso ha smesso di attendere. Al San Paolo è tornato il Maggio dei Monumenti.

E così il Fanciullino con lo spirito guerrier che entro gli rugge si è guardato attorno ed ha deciso di partire da solo. Il Manga boy, con l'energia che gli esplode dalla testa, i capelli in forza centrifuga ed i bioritmi in cadenza ascetica, ha affrontato il coraggio di scavalcare da solo le colonne d'Ercole dell'Impero milanista. Dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta metri con una scia dorata ed un palla che sembra un dardo di fuoco. Una finta, un dribbling, una lama nel cuore del San Paolo. E poi la luce del trionfo. Guarda Marek quant'è bello. Il ritratto della "meglio gioventù", il ragazzo del muretto azzurro, quello con l'X Factor della new Generation.

Toccava a Domi in quella bolgia tremenda. Il Pocho se li era masticati per bene prima che Nesta gli interrompesse la foga. Un rigore al cubo. La terra trema a Fuorigrotta quando Maurizio abbassa la testa e indossa il guanto di paraffina con gli occhi di ghiaccio del killer seriale. Deve sparare da lì. Sul suo piattello preferito. Nella stessa fossa dove ad Ottobre rotolò due volte, come un barattolo del Luna Park, Gigi Buffon, il più grande artificiere moderno. Stavolta di fronte c'è la muraglia australiana, Kalac il gigante di Sidney. Un colpo solo. Al centro della porta. E nell'urlo del San Paolo!

Il capitano è lui. E se la vuola godere l'ultima festa. Ciccio Montervino, il 'Goodfellas' napoletano, fa il bravo ragazzo fino alla fine. Entra, digrigna e quando l'orizzonte sta volgendo al tramonto dipinge l'arco di trionfo. Cross di sinistro che vincerebbe l'Oscar degli effetti speciali ad Hollywood. Gyorgy "Giuri" Garics arriva come un cavallo in terza ruota. La fantasia si imbizzarrisce. Colpo sotto. Filotto. La Vecchia Guardia va in Paradiso. Il San Paolo ha smesso di attendere.

Ha il profilo imponente di una scultura neoclassica, l'incedere rassicurante di una Guardia Svizzera, l'orgoglio fideistico di un rivoluzionario. Roberto Carlos Sosa è il Cavaliere della Pampa sconfinata con un cuore enorme come la pianura argentina. Il bomber che ha sfidato le stagioni per amore della maglia azzurra, per difendere la sua gente, riportare gloria e onore nella sua nuova terra. Finché un giorno, più bello degli altri, si arrampicò sulla traversa, tre metri sopra il cielo azzurro, come un canto di liberazione, un gospel dell'anima. La chiameranno la leggenda dell’hombre argentino, diventato eroe napoletano sfidando con fierezza la kryptonite dell'età. Ieri si è perso in un boato assordante con lo slide dei pensieri struggenti e gli occhi baciati dalla lacrime più belle del mondo. Un grazie grande così, come l'immensa Pampa argentina. Nel Maggio dei Monumenti il trionfo gliel'hanno cucito addosso. Perché lassù qualcuno lo ama. E chi ama non dimentica. Roberto Carlos Sosa.

lunedì 5 maggio 2008

La settimana azzurra

La prima volta di Nico ed il battesimo del "Conte"
Anno I, numero 19
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La settimana azzurra
di Bruno Marra

Il Napoli vien via da Torino con la consapevolezza dei forti e la virtù dei giusti. Il cuore Toro non ha mai smesso di battere ma è stato in fibrillazione fino all'ultimo anelito di partita, sotto gli spasmi procurati dalla pressione azzurra. Tanto che l'epilogo porta in emersione non già il "sangue dei vinti" ma il travaglio dei vincitori. Il Napoli prosegue nella sua strada introspettiva e rivela anche l'identità dell'ultimo pargolo della nidiata di Pierpaolo Marino. Nicolas Gaston Navarro, semplicemente Nico, come il suo sorriso luminoso e la trasparenza dello sguardo.

Al suo debutto, in una gara dalle molteplici implicazioni emotive, il portierino ha mostrato la sua dote migliore: la personalità. Quella che ha portato in dote dai suoi 3 anni nell'Argentinos Juniors. Ovvero la squadra con la difesa meno battuta dell'ultimo campionato argentino. E se "l'estremo difensore" è stato Navarro, la credenziale val più di un assegno in bianco. Nico la porta in Argentina se l'è guadagnata con l'ardimento ed il coraggio, quello che per antonomasia viene definita "incoscienza", che riferita ad un portiere acquista la migliore accezione possibile. Dalla panchina dell'Argentinos a titolare con il fregio di capitano. Ed a corredo il trionfo con l'Argentina under 20 ai Mondiali in Olanda. Poi la vita di Nico è cambiata in 3 ore. Quelle di una notte di gennaio che gli ha portato consiglio e buone novelle da Napoli. La terra del fu Diego e del sarà Lavezzi. La firma, le stelle, i sogni. Ieri il debutto italiano, a 23 anni. Che personalità...

Il battesimo del gol del "Conte" è un'altra stelletta della stagione azzurra. Matteo Contini può chiudere con l'emoticon del sorriso il suo primo anno napoletano. Il Conte ha dato ampiamente prova di raziocinio, eleganza, professionalità ed affidabilità. E non vi azzardate a chiamarlo Scamarcio. Ci assomiglierà pure ma lui preferisce le ombre della riflessività alle luci dell'occhio di bue. Matteo è un ragazzo riservato, un intimista, razionale. Un tipo che reca conforto al dorato mondo del pallone, che spesso crudeltà intellettuale delega a serra di allevamento. Ieri Matteo ha segnato il suo terzo gol in carriera. Due li mise dentro quando giocava al Parma, di cui uno su rigore a San Siro con l'Inter a suffragio del carattere di questo ragazzo nato vicino Varese 28 anni fa. E che attraversa l'eta che nelle stagioni di un calciatore viene connotata come quella della maturità. Un campionato con la lode per Matteo a sostegno della scelta felice di Pierpaolo Marino che vide in lui l'uomo giusto per portare ulteriore forza e qualità al pacchetto difensivo del Napoli. In silenzio e con grande volontà Contini ha rintracciato il suo percorso in azzurro. Il battesimo del gol è il meritato suggello che impreziosisce la sua stagione e che apre luminosi squarci futuri. Il "Conte" ha appena cominciato a divertirsi...

lunedì 7 aprile 2008

La settimana azzurra

La beata gioventù e l'età dell'innocenza Anno I, numero 15
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La settimana azzurra
di Bruno Marra

Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia. Nel Napoli che rimbalza sinusoidalmente, coast to coast, tra la "meglio gioventù" e i peccatucci di gioventù, c'è una scatola nera che rivela il fulcro dell'albero motore: l'età dell'innocenza. La linea verde è la reale intercapedine che regola i bioritmi umorali ed il flusso ormonale della squadra. Una ipofisi che guida i travasi di adrenalina, riassetta il tessuto connettivo e rimescola il corredo cromosomico. Dicotomia che è affiorata vieppiù nella settimana dell'itinerario siciliano. Il Napoli impetuoso e sinfonico della notte col Palermo ha fischiettato un allegretto ma non troppo sotto il sole di Catania. Sbarco esaltante, e mogio ritorno "in Continente". Un up and down letto, sottolineato, da Piepaolo Marino e ripreso da Edy Reja che ha imposto il nuovo rilancio percentuale: "da oggi pretendo non il 100 ma il 102 per cento". Eppure è da quest'anima bicefala, da questa sindrome bipolare che il Napoli ha tratto l'impulso esplosivo del suo campionato.

La felicità consiste nel desiderare ciò che si ha. E c'è tanta, forse oggi inimmaginabile, felicità nei 40 punti azzurri. C'è un fitto circuito salvavita che rende immuni alle tormente di stagione ed asettici agli strali di estemporanea tregenda. Un Telepass verso la serenità, un dispositivo collaudato che espelle scorie e trae linfa da "ogni maledetta domenica" che si dovesse appalesare. C'è la forza della leggerezza in questo Napoli che è decollato con una inerzia spaventosa dall'Anno Zero. E che ora riesce a guardare in faccia gli Angeli per poi rigiocarsi la Terra in un colpo di slot. La sana e consapevole incoscienza che apre le porte del disincanto. Che permette di metabolizzare quando storta va e tesaurizzare quando dritta viene. Il vero segreto della felicità. Quella da desiderare. Soprattutto quando la si ha.

Quelli della Beata Gioventù hanno tirato una linea dritta e profonda come un solco, all'incipio dell'ultimo quarto di stagione. Chiudendo definitivamente i conti col passato. Il Napoli ha blindato il suo decimo posto, spacca in due la classifica come una mela, vede più da vicino i giardini in fiore che le sabbie mobili. E tra pochi giorni si può giocare lo step al gradino successivo contro l'Atalanta al San Paolo. Con calma, che è la virtù dei forti. E di quelli che hanno saputo diventare forti. Gli azzurri hanno varcato il Rubicone delle ansie e delle paure. Quelle che connotano i peccati, dividendoli in mortali e veniali. E di gioventù. Chi vuol esser lieto sia. Perché del doman v'è certezza. Il Napoli ha l'età dell'innocenza...

lunedì 31 marzo 2008

La settimana azzurra

"Nessun dorma", la settima sinfonia del San Paolo
Anno I, numero 14
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n.33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi 33, Napoli

La settimana azzurra
di Bruno Marra

"Si 'sta voce te sceta 'int 'a nuttata..". E' la "Voce 'e notte" del San Paolo. L'urlo che non può finire prima che si sia compiuta la settima meraviglia. Perché 'a nuttata non deve passare finchè non si spengono le luci a Fuorigrotta. Il Pampa la spizza d'arguzia, il Pocho l'accarezza di grazia, il Fanciullino la bacia di fronte e di astuzia. Re Marek I, il nuovo sovrano del Regno delle due Sicilie, lancia in cielo la corona di crine e mette in circolo il canto degli Angeli. Reja alza i pugni tra le stelle, Marino abbraccia il suo struggente destino azzurro, De Laurentiis si gode il suo "Creato". Napoli brucia di passione. La febbre sale a 40. E' febbre d'amore. Nessun dorma! La settima sinfonia del San Paolo

"Mi han detto che ti piacciono i ragazzi col ciuffo". Marek Hamsik se lo coccola come una seconda pelle ed un'arma letale. Alla sua zazzera appuntita e tagliente ha voluto attribuire doti taumaturgiche e virtuose quando ha acceso il trionfo al volger del desio. Lui che sembra un mix virtuale tra un eroe Manga ed un virgulto nato dalla penna di Milo Manara. Un ragazzo pulito che indossa occhialini semplici e abiti sobri. Il perfetto prototipo di un Superman in borghese pronto a vestire l'aurea deflagrante al primo spogliatoio dietro l'angolo. Marek è il Fanciullino azzurro con il ciuffo esplosivo e l'ideogramma giapponese vicino alla nuca ad ispirarne creatività e saggezza. Con il Palermo ha griffato il suo settimo sigillo a soli 20 anni. Nell'estasi del San Paolo e nell'energia di una nuova era. Crescente come la potenza di un Manga Boy. Il Fanciullino con lo spirito guerrier che entri gli rugge...

Il settimo giorno si riposò. Ma la settima notte no. Il mistero della fede azzurra ha un anelito di trascendente. Sette come le coppe di biblica memoria, sette come i sigilli, sette come i sacramenti, sette come i peccati capitali e sette come le virtù. Quelle dei Guerrieri della notte che traggono linfa dal numero magico per chiudere lo splendido lingotto della Napoli by night. Il Napoli braveheart che completa l'opera sui titoli di coda, come a voler conferire un ulteriore gettito di emozioni in una sconfinata apertura di credito senza limiti di suggestione e felicità. Perché la nottata non deve passare, perché l'urlo non può finire finchè non si spengono le stelle a Fuorigrotta. Nessun dorma. La settima meraviglia del San Paolo.

domenica 23 marzo 2008

La settimana azzurra

Il Signore delle Tenebre e la "March Madness"

Anno I, numero 13
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n.33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi 33, Napoli

La settimana azzurra di Bruno Marra


In America la chiamano "March Madness": la follia di Marzo. In Italia l'adagio è antico e ossidato: Marzo è pazzo. A Napoli, per una volta, il concetto si sublima ed assurge ad elogio della follia. Nel mese consacrato alla "locura" il Napoli, probabilmente non a caso, si è imbattuto nel fatidico ciclo terribile. Quello bis dopo la "Rivoluzione di Ottobre" dell'andata. Ed il network di gioia by Aurelio De Laurentiis ha riattaccato il gancio in mezzo al cielo azzurro. Grandi coi grandi. Forti coi forti. Così sono i Guerrieri della Notte. Dopo l'Inter passa in bacheca pure il fregio della Fiorentina. Un altro gronchi rosa. In tutto il Napoli tira su ben 7 punti compreso il pareggio a Reggio. E la March Madness non è ancora finita. Ma quando arriva il ciclo terribile?
Che stress, che stress, che stress di giorno. Ma la notte no. "Quelli della notte" gliele cantano e gliele suonano a tutte al San Paolo. In ordine di apparizione: Livorno, Juventus, Parma, Udinese, Inter e Fiorentina. Undici gol segnati e due soli subìti. La Napoli by night funziona una meraviglia. La notte porta consiglio e virtù. Come se 'a nuttata non dovesse mai passare...
Il Signore delle Tenebre si era presentato in una notte di mezza estate. Il Napoli aveva i pisani all'uscio della Coppa Italia. Il Pocho ne fece 3. Bum-bum-bum. Tre fulmini nel buio. Aveva deciso: la notte è mia. E' nel giorno del battesimo del gol che si compì il destino del Pocho: il Giustiziere della notte. A Firenze al tempo avranno pensato: meglio un Lavezzi goleador che un pisano all'uscio. Ma la Nemesi toscana, di arsenico e vecchi merletti di campanile, si sarebbe compiuta 6 mesi dopo. Lavezzi fa viola la Fiorentina con una doppietta in 8 minuti. Gli piace far gol in serie a lupo Ezequiel. E sempre sotto le stelle come accadde pure il 2 febbraio contro l'Udinese. Adesso sono sette le meraviglie in campionato dello scugnizzo di Governador Galvez. Lavezzi sette bellezze. Il colpo di fulmine. Il Signore delle Tenebre.
Il Re e la Reggina. Era il cartellone del Sabato Santo del Granillo. Il Re è Ivan Ezequiel Lavezzi nuovo sovrano azzurro, la Reggina è la squadra che ci ha sempre battuto nei tre lontani precedenti in terra calabra di campionato. Ma non era il Napoli della Resurrezione. Il Re comincia con un do di petto che squarcia la scena a Roberto Carlos Sosa, il Cavaliere della Pampa sconfinata che ha sfidato le stagioni per amore della maglia azzurra. La Reggina finisce sui titoli di coda con un sirventese di Brienza. Un punto per uno e Pasqua di serenità per il Napoli che si prende un pareggio liddove aveva sempre perso. La Mala Pasqua non abita più qui. Spazzata via da un vento di splendida, meravigliosa pazzia. The March Madness. L'elogio della follia.

lunedì 10 marzo 2008

La settimana azzurra

N come Napoli, N come Nobiltà

Anno I, numero 12
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n.33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi 33, Napoli

La settimana azzurra
di Bruno Marra

Non quale classifica ma quale campionato. I punti in serie A non sono come i figli di Filumena Marturano: tutti uguali. Non hanno omologazione come il colore dei soldi. Il Napoli dice 33 con vigore e accenti salubri perché sa di aver già scolpito questa stagione nel marmo pregiato. Gli azzurri hanno battuto l'Inter e la Juventus. E dirla così è già da brividi se la si trasla temporalmente come pensiero stupendo e proibito della scorsa estate. Ma poi c'è il sovrammercato dei numeri. Non battevamo le "sorelle" del derby d'Italia dall' 89/90, anno di grazia del secondo scudetto, 18 lunghe stagioni fa. E soprattutto in questo campionato nessuno aveva fatto fuori Inter e Juventus. Probabilmente nessuno lo farà. Il Napoli sì.

E' molto semplicemente la sublimazione di quell'adagio, ormai avviato nell'orbita dello stereotipo, che sospirano le iscritte al ballo delle debuttanti: "vorremmo un campionato tranquillo e toglierci qualche sfizio possibilmente". Il Napoli non l'ha detto, lo ha fatto. L'estrinsecazione di quella parolina 'sfizio' è esattamente la proiezione delle due notti magiche del San Paolo dal sapore quasi metafisico: son cadute La Signora e la Beneamata. Perché il Napoli c'è, esiste. E vi spieghiamo anche il perchè. Il mistero svelato della fede azzurra.

Bisogna tenerlo a mente e non distrarsi di fronte a risultati così ingenti, quantitativamente e qualitativamente. Perchè se è vero che il calcio fagocita e metabolizza in un battito d'ali, è anche vero che nel passato c'è scritto il nostro futuro. Il Napoli ha stupito ma non era certo obbligato a farlo per devozione missionaria. La N napoleonica è un simbolo gigantesco e sontuoso, ma solo se viene innervato da linfa vitale. Per quanto storia e leggenda tenderebbero quasi ad imporre a questa città uno spesso ed elevato tenore di vita calcistica, l'olio santo non scende dal cielo e intinge la fronte nobiliare per gloria dovuta e grazia ricevuta. La nobilità non si rovista negli scaffali in soffitta ma va conquistata sul campo. Il pallone è una Livella. Il Napoli lo sa, lo ha provato sulla propria pelle. E su quella stessa pelle, oggi, si è ritrovata le stimmate di un orgoglio mai scalfito.

La febbre d'amore di Aurelio De Laurentiis ne è una candida testimonianza. Costipato, influenzato, il Presidente si è goduta da casa la notte dei Guerrieri azzurri contro la monumentale, invalicabile Internazionale di Milano. Alla quale i sessantamila del San Paolo più 11 leoni hanno fatto la breccia di Porta Pia, griffata dal murales di Marcelo Zalayeta, un'anima gospel che ha elevato al cielo lo spiritual napoletano. Non è riuscito il bis con la Roma. Ma la vita è fatta anche di appuntamenti mancati. O solo rinviati. Il Napoli smeriglia la sua licenza di stupire e conta con letizia le nuove tacche sull'onore azzurro. Just do it. Il Napoli l'ha fatto. Non quale classifica, ma quale Campionato.

lunedì 3 marzo 2008

La settimana azzurra


I "Sessantamila" cuori dei Guerrieri della Notte



Anno I, numero 11
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n.33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi 33, Napoli



La settimana azzurra
di Bruno Marra

Non è un paese per vecchi. I "SessantamiladelSanpaolo" lo sanno. E' una falange tutt'attaccata che i record arzilli e stagionati se li fa sfilare davanti. Regala loro passerella, onori, strascico di nobiltà, per poi farli fuori sulla collina degli stivali, quando si fa buio, scende la notte e il boato fa più rumore. L'Inter non scuciva un bottone dalla sua mise nero azzurra da undici mesi, parenti stretti a un anno. Una maglia così lucida e pulita che sembra un frac di altissimo pret a porter. Come il vestito nuovo dell'Imperatore. A Napoli si sparge la voce. Se ne parla da troppo per non essere vero: l'Internazionale di Milano. E' un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.

Tutti vogliono esserci. Si danno di gomito, uno, due, tre, quattro, fino a sessantamila. Neppure lo fanno apposta a battere il primo record che nessuno sventolava: il primato di incassi dell'Era De Laurentiis, quella della Resurrezione. Ma è anche una subliminale preconizzazione. Il precedente record apparteneva a Napoli-Juventus del 27 ottobre 2007. Ovvero il 3-1 dell'andata che fece andare gambe all'aria l'imbattibilità della Signora che non perdeva con gli azzurri da 17 anni. Per la proprietà transitiva il frac interista ha qualche asola che comincia a cedere.

La Napoli by night è una festa monotematica, una voce che parte dalla terra. Un rave party all'aperto sotto il cielo di Fuorigrotta che rievoca la suggestione delle arene gladiatorie. I Guerrieri della Notte si danno sempre appuntamento lì. Non c'è uno che sfugga al richiamo, non c'è uno che tema la kryptonite dell'evento, non c'è uno che non sia ebbro di adrenalina. Perché è guardando in faccia alle tenebre che si vede davvero la luce. Nessun nemico ha salvato lo scalpo e l'aria profuma di polvere. L'ultima sfida la conoscono tutti, l'hanno pure battezzata: i Guerrieri contro i Mostri. Quelli che non perdono mai, quelli che fanno terra bruciata, quelli baciati dalla grazia. Da troppo tempo. Troppo. E non è un paese per vecchi.

I "SessantamiladelSanPaolo" aprono la bocca, i Guerrieri della Notte aprono il fuoco. La Pantera di Montevideo affonda radici classiche ed eleganti, s'inchina e fa roteare il sombrero, lungo, morbido, delizioso. Un diagramma della felicità che finisce nel cuore del San Paolo. I Mostri vacillano, stringono le asole, perdono i bottoni. Il frac è sdrucito. Il Giulio Cesare brasiliano mette le mani sul rigore di Zalagol. Ma il dado è tratto. Alea iacta est. I Guerrieri della Notte brandiscono sanguinante l'ultimo record strappato. Fuorigrotta alza al cielo il canto degli Angeli, la canzone dell'amore: oje vita mia. I sogni annunciano la nuova alba. Nossignori, non è un paese per vecchi.